LA STORIA SIAMO NOI

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    “La storia siamo noi, nessuno si senta offeso,
    siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo. “

    Questa frase di Franesco De Gregori penso si adatti perfettamente al compleanno dei 50 anni del nostro amato stadio Libero Liberati.

    Uno stadio che per alcuni può non rappresentare nulla,per altri semplicemente un modo per evadere dalla vita quotidiana nel fine settimana e passare 90 minuti spensierati, per altri ancora rappresenta una vera e propria casa dove non si va solo per vedere una partita, ma si va per incontrare amici,per vivere la tensione del pre partita,per ricordare i bei momenti andati, per ridere, per piangere.

    Quante lacrime ne deve aver viste il nostro cinquantenne,quante lacrime avranno bagnato il suo cemento armato nel passare degli anni tra sconfitte e fallimenti,quante imprecazioni e insulti sono volati da quegli spalti,quante brutte frasi si sarà sentito dire del tipo: “io qui a lu stadio non ce metto più piede” sapendo benissimo che prima o poi tutti sarebbero tornati.

    Sarebbero tornati perché in fondo tutti lo amano,tutti hanno dei ricordi dentro al Liberati che fanno riaffiorare nostalgie e pensieri di tempi andati,quando era il papà o un parente,che fiero mostrava al figlio per la prima volta quei colori,quello stadio,quei cori,quelle bandiere.

    Il Liberati però non è solo pianti e delusioni anzi… è sopratutto baci e abbracci,magari dati proprio alla persona al tuo fianco che neanche conoscevi all’inizio della partita e ti stava anche un po’ sui coglioni,ma quando si segna e lo stadio esplode non puoi far altro che abbandonare l’ascia di guerra,e buttarti nelle braccia del primo che incrocia il tuo sguardo.

    Quindi tanti auguri stadio nostro,grazie delle emozioni che ci hai regalato e che ci regalerai ancora,anche se mostri i segni del tempo la tua gente non ti lascerà mai.

    Matteo.P

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