La Ternana in serie A e la promozione dimenticata

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Tutti ricordano la promozione in serie A della Ternana di Viciani, ma chi si ricorda della Ternana di Riccomini?La Ternana della seconda promozione, quella del catenaccio e dei lanci lunghi, del gioco fisico e della difesa alta, che non faceva passare neanche uno spillo, non esteticamente bella ma molto solida, e forse anche più forte della Ternana della prima promozione in serie A.S subito dopo la retrocessione, dalla serie A, avvenuta nel 1973, la Ternana, cercò subito il rilancio nella massima serie, ma stavolta non con il gioco corto (antesignano del calcio totale e del ”tiki taka”) ma riscoprendo il vecchio modulo all’italiana, tutto difesa forza fisica e contropiede, sostituendo anche l’allenatore,da un toscano ad un altro, da Viciani a Riccomini, il quale alle geometrie ed all’estetica del primo preferiva la potenza atletica e la grinta. Ma veniamo al campionato, in un ambiente che era dispiaciuto, per la retrocessione dalla Serie A alla Serie B, ma non era demoralizzato, e che voleva tornare subito nella massima serie calcistica.Il nuovo allenatore, capì che un gioco spettacolare, ma poco fisico, non era adatto alle difese arcigne della serie A Italiana(per chi non lo sapesse quegli anni la difesa della Nazionale Italiana stabilì un record internazionale ancora imbattuto:per 1142 minuti non prese goal da nessuna squadra avversaria affrontata, con la stampa internazionale che proclamava i difensori italiani come migliori al mondo), e che anziché utilizzare un gioco tecnico, preferì riprendere le marcature ad uomo, e con un allenamento del precampionato in cui si prediligeva lo sviluppo dei muscolatura e della resistenza fisica al gioco duro.Da questi presupposti, la Ternana fin da subito, iniziò il campionato  aggredendo le squadre avversarie,  sia in casa che in trasferta, le quali  dovevano confrontarsi con delle ”Fere”, che erano tali non solo nel soprannome ma anche nella mole fisica e nella grinta(per i non ternani, il termine dialettale ”FERE” significa Drago oppure belva feroce), e con un campionato di serie B, che pur essendo combattuto da tutte le compagini presenti, si rivelò fin da subito dominato da tre squadre:Ascoli Ternana e Varese, le quali da Dicembre del 1973, al giugno del 1974, rimasero sempre a pari punti in cima alla classifica, divise solo dalla differenza reti, che pur portando in serie A tutte e tre le squadre, fece promuovere la Ternana in Serie A come terza classificata.Va ricordato inoltre che tra Umbri e Marchigiani, c’è sempre stata una rivalità storica, e vista la posta in palio della Serie A, in seguito a questo campionato di Serie B, esplose la rivalità tra ultras delle Ternana e gli ultras dell’Ascoli,i quali si affrontarono sugli spalti, sia per motivazioni calcistiche(era in gioco la serie A per entrambe le squadre),sia per motivazioni di tifo, vista la differenza culturale tra le due città(La Città Umbra era operaia, repubblicana e popolare a livello culturale, mentre quella Marchigiana Picena aveva una cultura aristocratica nazionalista e militare, e ne parlerò meglio in un prossimo articolo), a cui si aggiunse come terzo incomodo,il Varese dopo essere diventato campione d’Italia e campione internazionale nel basket,adesso voleva diventare campione anche nel calcio, investendo su un settore giovanile composto da ottimi elementi,molti di quali diverranno futuri campioni in serie A, e su una tifoseria affezionata ed indomita, la quale girerà i campi della serie B a sostegno di una squadra e di una città emergenti.Ma oltre la passione dei tifosi fu proprio il gioco arcigno e difensivo a fare la differenza contro avversari che uscivano intimoriti dal gioco fisico delle Fere e che riportò la Ternana in serie A

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