Melasecche risponde a Bandecchi: “ho letto di un appello o di un progetto che non ho mai visto”

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    Gentile Presidente, Caro Stefano,

    Terni e questo territorio hanno un enorme bisogno di persone positive, amministratori ed imprenditori coraggiosi ma anche di cittadini sempre più attenti. Solo e soltanto da un’azione comune la nostra città riuscirà a risollevarsi da una crisi grave che l’ha colpita da tempo e da cui con estrema difficoltà tentiamo in tutti i modi di uscire.
    Il ruolo responsabile di ognuno di noi è quindi fondamentale per dare un contributo in tal senso.
    È per questo che fin da quando ero Assessore a Terni avevo cercato di proporti in prima persona, a te ed ai tuoi diretti collaboratori, un progetto generale di impegno che ti potesse vedere protagonista nel recupero dello Stadio Liberati ma anche, fui chiarissimo, in auspicabili iniziative culturali ed imprenditoriali che potessero coprire le spese di ristrutturazione e ti consentissero di aprire con la città un rapporto proficuo per insistere nella sfida sportiva ma molto altro ancora. Convinto di ciò ho continuato in questi mesi a parlare con Paolo Tagliavento che mi esponeva comprensibilmente i problemi ed i costi quasi proibitivi di una struttura che necessita di una manutenzione troppo costosa e che conosco benissimo fin dai tempi in cui, da assessore ai LLPP del Prof. Ciaurro, cominciai ad affrontare con la impermeabilizzazione delle gradinate, il rifacimento dei bagni periodicamente distrutti, la gestione del manto con tutti i problemi che presentava ma anche con la prima convenzione seria Comune/Ternana cui lavorai ai tempi della proprietà Longarini.
    È per questo che sono rimasto leggermente meravigliato quando, nelle nuove funzioni, da unico ternano proiettato nella nuova giunta regionale a cinque della Presidente Donatella Tesei, ho letto di un appello o di un progetto che non ho mai visto, con il quale ti proponi di affrontare, dico finalmente, la ristrutturazione del nostro stadio.
    Certo, come ho detto ad alcuni amici, gettare un sasso nello stagno della politica e della pubblica amministrazione regionale, mentre si comincia a delinearne la struttura della Sanità in Umbria, pubblicizzata per molti anni come regione benchmark, quando purtroppo il mio amico Luca Coletto sbuffa spesso per i cento problemi ereditati e che, superato il coronavirus, dovremo indispensabilmente affrontare, non facilita il compito nè tuo nè nostro, perché riporta in auge una vecchia discusssione, in parte sopita, fra sanità pubblica e privata a Terni.
    Poiché però sono persona notoriamente positiva e pragmatica credo che se si fanno le cose seriamente, nel rispetto della legge e delle procedure necessarie, puntando alla assoluta qualità non esistano tabù. Anzi, potrebbe essere il tuo un sasso provvidenziale nell’obbligare tutti ad affrontare, questa volta definitivamente, un dualismo che a Perugia hanno affrontato e risolto positivamente mentre a Terni non sempre le risposte sono state di livello accettabile.
    Nella visione di città, di cui parlo spesso con il sindaco e con gli amici che in questa città non si sono mai arresi ad un certo fatalismo deteriore, il ruolo per Terni come “dynamic, green, smart city”, il tuo progetto potrebbe starci benissimo perché aumenta l’attrattività e quella mobilità attiva, preziosissima per l’Umbria, che purtroppo stiamo da qualche anno perdendo.
    Ho affrontato ed avviato brillantemente a soluzione fra gli altri l’obiettivo del PalaTerni, non vedo come non si posa affrontare anche quello di una tua proposta che deve necessariamente essere presentata e corredata in modo decente con un progetto di fattibilità urbanistica, funzionale, sanitaria e sportiva.
    La burocrazia è negativa quando imbriglia le idee facendo in modo che non si realizzino, costituisce viceversa “buon governo” quando indirizza le iniziative verso percorsi limpidi, verificandone il rispetto della legge e consentendo, ove possibile, nella necessaria concorsualità di realizzarle. Con la opportuna sollecitudine.
    Il sindaco ha fatto alcune precisazioni che condivido e per questo gli sono vicino, ben conoscendo le enormi difficoltà che da due anni con la sua squadra stiamo insieme affrontando. Un invito il mio e un proponimento, confrontiamoci nei rispettivi ruoli piuttosto che lanciare proclami che suscitano da un lato entusiasmi ma anche il rischio di aumentare gli ostacoli lungo il cammino, tutt’altro che banale, di questa iniziativa.
    Non potevo non chiudere questa fase inusuale con una lettera aperta perché l’avvio un po’ sopra le righe rischiava di provocare equivoci ed interpretazioni malevole, già strumentalizzate anche politicamente da chi ha sempre voglia di pescare nel torbido. Sono viceversa disponibile, come sempre, a contribuire alla costruzione di un progetto importante perché Terni ha bisogno di idee e di uomini che siano in grado di realizzarli.


    Enrico Melasecche